Commissione di Ricerca in ambito Economico e Legale sullo sfruttamento dei brevetti farmaceutici (CRELBF)

Presidente della Commissione - Avv. Giovanni A. Pedde

Le attuali discussioni in seno alla Dodicesima Conferenza Ministeriale del WTO (World Trade Organization) circa un possibile allentamento degli accordi TRIPS, al fine di facilitare l’accesso a vaccini, trattamenti e test diagnostici per il COVID-19, hanno riacceso il dibattito su quanto l’attuale contesto normativo in materia di tutela della proprietà intellettuale possa ostacolare l’accesso globale ai prodotti farmaceutici, in particolare da parte delle nazioni a basso reddito e durante crisi sanitarie globali. Il tema dell’equilibrio tra l’interesse pubblico alla salute, incluso l’accesso a prodotti e tecnologie sicure e di qualità, con le esigenze di competitività e innovatività dell’industria farmaceutica non è nuovo. Ma la pandemia ha inasprito le diverse posizioni, creando un clima di tensione politica in sede di conferenza WTO.

La crescita e l’innovazione nel settore farmaceutico dipende in larga parte da un contesto commerciale in grado di sostenere la continuità della ricerca e la competitività industriale. I diritti di proprietà intellettuale operano da incentivi essenziali affinché le aziende continuino a sviluppare e sperimentare nuovi farmaci, nonché ad estendere lo spettro di applicazione e la sicurezza di quelli esistenti. La tutela delle nuove invenzioni è affidata ai brevetti che, assicurando una esclusività d’uso, compensano gli elevati costi di ricerca, sviluppo e innovazione che le aziende sostengono. Al contempo, rendono l’invenzione pubblicamente disponibile in vista dell’immissione sul mercato del farmaco generico alla scadenza del brevetto. Il persistere di tale tutela assicura che le aziende farmaceutiche riescano a concentrare risorse significative sulla ricerca, ottenendo spesso risultati a tempo di record, come nella risposta al COVID-19, caratterizzata da un rapido processo di sviluppo del relativo vaccino.

La possibilità di allentamenti nel contesto degli accordi TRIPS in risposta alla crisi globale del COVID-19, in modo che i paesi in via di sviluppo possano autorizzare la produzione del vaccino senza il consenso del detentore di diritti, era stata suggerita dal Sudafrica e dall’India a fine del 2020 ottenendo tra l’altro l’appoggio dall’amministrazione Biden, salvo poi incontrare l’opposizione di EU, Svizzera e Regno Unito, preoccupate delle ripercussioni sulla continuità dell’innovazione da parte del settore farmaceutico. A prescindere dallo specifico riferimento al COVID-19 nell’attuale contesto WTO, il dibattito ha rinnovato il confronto sul tema dello sfruttamento globale dei brevetti farmaceutici e sulla necessità di identificare un equilibrio tra esigenze sanitarie e commerciali, raggiungibile solo attraverso un consenso ampiamente condiviso.

L’ambito e lo scopo di questa Commissione di Ricerca, previo inquadramento della questione sotto il profilo economico e giuridico, è quello di sollecitare la discussione e la cooperazione più ampia possibile sul tema e generare proposte potenzialmente idonee a riconciliare le richiamate esigenze di salute pubblica con quelle della tutela della proprietà intellettuale e delle dinamiche di mercato.