SPUNTI DI RIFLESSIONI ETICHE DOPO IL COVID 19

Abstract del capitolo “Riflessioni etiche dopo il Covid 19″, volume ” # Covid 19″ Edito da Minerva Medica, a cura di Laura Elena Pacifici Noja e Alessandro Boccanelli, Professori di Moral Philosophy di UniCamillus

La velocità di espansione e la drammaticità delle espressioni della SARS-CoV-2 nel mondo ci ha posto con urgenza di fronte a molti interrogativi etici rivolti, prima di tutto, ai nostri sistemi valoriali personali e a quelli dei gruppi grandi, ad esempio i paesi industrializzati, e più ridotti come la città dove si vive.

Il Comitato Nazionale per la Bioetica ha prodotto un documento molto chiara che recita “Nell’ambito della pandemia Covid-19 il sistema sanitario è stato sottoposto ad una pressione enorme. In questo parere il Comitato prende in esame il problema dell’accesso dei pazienti alle cure in condizioni di risorse sanitarie limitate. Sulla base dei principi fondamentali della Costituzione (diritto alla tutela della salute, principio di uguaglianza, dovere di solidarietà) e del criterio universalistico ed egualitario su cui si basa il Servizio Sanitario Nazionale, il Comitato ritiene che nell’allocazione delle risorse si debbano rispettare i principi di giustizia, equità e solidarietà. In questo contesto, il CNB riconosce il criterio clinico come il più adeguato punto di riferimento, ritenendo ogni altro criterio di selezione, quale ad esempio l’età, il sesso, la condizione e il ruolo sociale, l’appartenenza etnica, la disabilità, la responsabilità rispetto a comportamenti che hanno indotto la patologia, i costi, eticamente inaccettabile…”

Ben altra posizione è quella proposta nel documento della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) che sentendosi, attraverso i suoi specialisti, protagonista delle scelte, ha proposto un documento molto strutturato in cui delinea anche i criteri di scelta -quasi un algoritmo- nel privilegiare l’accesso ai device sanitari e ai letti di terapie intensive. Il documento ha stimolato un importante dibattito a cui ha partecipato gran parte della società civile (sociologi, bioeticisti, teologi, rappresentanti di società scientifiche).
Il documento della SIAARTI ci indica un percorso di utilità sociale della decisione sottolineando diversi ordini di problemi fra cui emergono:
• Responsabilità delle decisioni;
• allocazione delle risorse, soprattutto se limitate;
• massimizzazione del risultato atteso.

Sicuramente è necessario cominciare una riflessione etica molto più ampia che vada al di là dell’emergenza. In futuro dovremmo essere preparati meglio ad affrontare i dilemmi morali.
In ogni caso, una discussione pubblica sui valori della medicina potrebbe rendere i cittadini maggiormente consapevoli riguardo ai loro diritti e accrescere la loro fiducia nei confronti degli operatori.

Se il paradigma che “formare una classe di professionisti che siano consapevoli e possano partecipare proficuamente al dibattito bioetico” è corretto, bisogna pensare seriamente a inserire il Corso di Filosofia Morale all’interno sia dei corsi di Laurea di Medicina e Chirurgia sia in quelli delle Professioni Sanitarie.

Il target dei medici e di coloro che svolgono una professione sanitaria è di decidere in scienza e coscienza, non ci si può affidare all’improvvisazione né agli algoritmi né a indicazioni “ predigerite” fornite dalle Società Scientifiche. Serve una nuova generazione posta fin dal principio delle Facoltà di fronte alle diverse situazioni in cui si troveranno nell’esercizio della loro professione. Una generazione di professionisti decision-makers capaci di esprimersi avendo sviluppato il proprio “sistema filosofico” su un patrimonio comune di principi, valori, conoscenze e sensibilità etica.
Solo allora si può discutere dei principi di solidarietà, uguaglianza, universalità, equità su cui sono costruiti gran parte dei Sistemi Sanitari occidentali.