Screening di massa per rilevare i casi di vaiolo delle scimmie

I dati sul vaiolo delle scimmie confermano il trend evidenziato dall’OMS: i contagi stanno rallentando ed è possibile controllare l’epidemia per eliminarla.

Il direttore regionale dell’Ufficio regionale dell’OMS per l’Europa, Hans Kluge, ha sottolineato in una conferenza stampa che “stiamo vedendo i primi segni di rallentamento dell’epidemia.  Ci sono segnali di speranza, come è stato evidenziato in Francia, Germania, Portogallo, Spagna, Regno Unito e altri paesi”.

Per prevenire una recrudescenza e tenere a bada il virus, sebbene non si tratti di un’infezione a trasmissione sessuale, le ultime ricerche su come si diffonde il vaiolo delle scimmie obbligano i medici ad adottare nuove misure di sorveglianza.

Due studi recenti mostrano che il virus si trasmette in modo asintomatico tra le persone, il che rappresenta un nuovo fronte nel controllo dei casi.

La rivista Nature ha pubblicato uno studio retrospettivo sui casi in Belgio e gli Annals of Internal Medicine includono anche un’indagine su questo argomento in Francia. In quest’ultima pubblicazione viene citato uno studio dell’ospedale Bichat-Claude Bernard di Parigi che ha rilevato il virus del vaiolo delle scimmie in campioni biologici di persone asintomatiche.

Dall’OMS, Rosamund Lewis, responsabile tecnico per il vaiolo delle scimmie dell’Health Emergencies Program, ha avvertito un paio di settimane fa in una conferenza stampa che il vaccino contro questa malattia “non è una panacea” e che “non risolverà tutto”. Lewis ha sottolineato che non esiste una prevenzione al 100% con l’iniezione.

Da questi studi, emerge la necessità di effettuare dei test di screening anche su persone asintomatiche: l’idea è quella di incorporare la gamma di malattie sessualmente trasmissibili richieste come la sifilide, la gonorrea, l’HIV e la clamidia, il virus del vaiolo delle scimmie, indipendentemente dalla presenza di sintomi.