Green Pass per stadi, palestre, discoteche: verso il decreto

Il quadro generale della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2 “torna a peggiorare nel Paese con quasi tutte le Regioni classificate a rischio epidemico moderato”. Ad asseverare l’inversione di tendenza, rilevato nella bozza settimanale di monitoraggio dell’ISS – Ministero della Salute sull’andamento dei contagi, l’incremento fatto registrare dall’indice Rt, passato dallo 0,66 della scorsa settimana all’attuale 0,91.“La trasmissibilità sui soli casi sintomatici – sottolinea il documento – aumenta rispetto alla settimana precedente, sebbene sotto la soglia epidemica, espressione di un aumento della circolazione virale principalmente in soggetti giovani e più frequentemente asintomatici”.Inoltre, ad oggi risultano essere 19 le Regioni e Province Autonome classificate a rischio moderato e due (la Provincia autonoma di Trento e Valle D’Aosta) a rischio basso questa settimana. Le precedente rilevazione evidenziava un aumento dei casi in 11 Regioni.  Proprio a fronte della ripresa della crescita dei contagi, il Governo valuterà le misure da assumere al fine di scongiurare una nuova ondata e, ancor di più, nuove restrizioni, che graverebbero sia a livello sociale che economico. Per questa ragione, da palazzo Chigi arriva la proposta di rendere obbligatorio anche in Italia il Green pass per eventi, stadi, palestre, discoteche, ristoranti e tutti quei luoghi dove possono crearsi assembramenti.Proprio alla luce dei dati del monitoraggio settimanale, il Governo metterà a punto un provvedimento che verrà discusso in cabina di regia la prossima settimana. L’obiettivo è quello di contrastare al massimo la risalita dei contagi dovuta dalla circolazione della variante Delta, che ha fatto tornare il tasso di positività all’1,3%.La valutazione su quali siano le attività da includere all’interno del provvedimento è aperta e oggetto di confronto tra le diverse forze politiche di maggioranza, tuttavia l’orientamento dell’esecutivo sembrerebbe essere quello di imporre l’obbligatorietà della certificazione esattamente come fatto in Francia da Emmanuel Macron. Viene fatto osservare come un utilizzo diffuso della certificazione potrebbe contribuire a ridurre il ricorso a misure più restrittive. Misure che potrebbero essere adottate facendo ricorso ad indicatori differenti rispetto al solo indice Rt, come ad esempio la percentuale di occupazione delle terapie intensive e dei ricoveri ordinari. Una valutazione, questa, che verrà fatta a Palazzo Chigi all’interno della discussione sul ‘decreto emergenza’ che verrà affrontato entro la fine di Luglio.