Covid, cala l’incidenza, ma attenzione alla variante delta

Ad una settimana dalla fine dell’obbligo di indossare mascherine all’aperto, si conferma la diminuzione dell’incidenza dei casi di infezione da virus Sars-Cov-2 “sia sull’intero territorio nazionale che in tutte le Regioni e Province autonome, con valori molto al di sotto della soglia di 50 casi per 100.000 abitanti ogni 7 giorni”.
Lo evidenzia la bozza del report Iss – ministero della Salute sui dati del monitoraggio dei dati relativi al periodo 21-27 giugno.
Secondo i dati diffusi “l’incidenza settimanale si attesta a 9 per 100.000 abitanti contro i 12 per 100.000 abitanti della rilevazione precedente. La campagna vaccinale progredisce velocemente e l’incidenza è a un livello che permetterebbe il contenimento dei nuovi casi.
Tuttavia, sebbene in assoluto i nuovi casi siano in diminuzione, “la proporzione di casi di infezione da virus Sars-CoV-2 causati da varianti delta/kappa è in aumento in Italia”. 
Per quanto si tratti di focolai circoscritti in varie parti del Paese, secondo gli esperti il raggiungimento di una “elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione” contribuirebbe a prevenire un aumento dei casi, da monitorizzare anche grazie ad “un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi”.
Non viene comunque superata la ”soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica”, che passa da 362 a 240, così come le occupazioni  in area medica, che si riduce da 2.289 a 1.676.
Significativo il dato secondo cui, a quanto si apprende dal report, per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi ”verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione tra fine maggio e inizio giugno”, cosi come viene rilavata una “ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione”, evidenza ricavata dalle attività di contact tracing e attività di screening. 
Intanto, è attivo dal primo luglio il Green Pass vaccinale che consente di viaggiare in tutti i paesi dell’Unione europea e dell’area Schengen senza essere sottoposti a quarantene. La certificazione si ottiene a 14 giorni dalla somministrazione sia della prima che della seconda dose, con un tampone molecolare o antigenico negativo nelle 48 ore precedenti o, per sei mesi, dopo la guarigione dal Covid-19.  All’attenzione del Governo, l’idea di ampliarne l’utilizzo anche per favorire riaperture di locali e attività per la stagione estiva. “Dobbiamo metterci d’accordo – ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga – se diciamo che il vaccino funziona e il green pass serve, allora dobbiamo usarli per far funzionare delle attività che oggettivamente sono più a rischio”. Un tema su cui l’esecutivo è chiamato ad esprimersi nei prossimi giorni.