“Conoscere per applicare”, la professione del nutrizionista. Intervista al prof. Marco Marchetti

Il cibo come bisogno primario, visto da un punto di vista differente, professionale, di equilibri di nutrienti al fine di contribuire ad assicurare la salute.
Lo specialista in Nutrizione umana conosce, studia, valuta, e applica la sua scienza e professionalità a un bisogno primario di tutti, tenendo bene a mente il valore che il cibo e l’alimentazione hanno sul benessere delle persone. 
Ne abbiamo parlato con il dottor Marco Marchetti, professore dell’Università Medica Internazionale di Roma UniCamillus, Farmacista, Biologo nutrizionista, direttore del mensile scientifico “Il bugiardino”.

Quale è il ruolo dello specialista in Nutrizione Umana?
Dal mio punto di vista, il ruolo dello specialista in Nutrizione Umana è quello di conoscere, per applicare. Mi spiego meglio. Mangiare è un bisogno primario, e tutti mangiamo. 

Poiché tutti mangiamo, siamo in grado di parlare di nutrizione?
Le cose non stanno proprio cosi. C’è bisogno di molto studio, e conseguente conoscenza, per poter lavorare in questo campo. Di basilare importanza è possedere da un lato nozioni relative alla fisiologia del corpo umano, dall’altro concetti riguardanti l’origine e la qualità nutrizionale degli alimenti. Solo in questo modo si potrà dare seguito al famoso aforisma di Ippocrate: Fa il cibo sia la tua medicina e la tua medicina il tuo cibo.

Esistono differenze sostanziali nelle attività professionali con i dietisti. Quali sono?
Le differenze operative sono note, vincolanti e ben esplicitate dalle norme vigenti. Accanto a queste esistono differenze culturali, dovute al maggior percorso di studi effettuato, che marcano la differenze. Due anni accademici in più sono determinanti nel formare un professionista in ambito nutrizionale. In un mondo dominato da scarsa informazione e fake news dove la “conoscenza” passa, ahimè, anche attraverso in web, è fondamentale studiare ed approfondire per poter dominare un concetto ed essere realmente padroni della professione.

Quali sono le prospettive lavorative una volta terminato il ciclo di studi?
Le prospettive sono molteplici. Accanto a percorsi professionali più “battuti”, sia in ambito privato che publico, io vorrei sottolineare una via meno nota. Quella didattica. 

Ovvero?
La scienza della nutrizione è uno degli ambiti che negli ultimi anni ha visto più innovazioni ma è ancora in gran parte un campo inesplorato. Il concetto di dispendio calorico, di qualità nutrizionale dei cibi, la determinazione dei corretti apporti di macro e micro nutrienti, sono concetti che necessitano di ulteriori studi. Sono quindi necessari professionisti brillanti e ricercatori intuitivi in grado di approfondire questi temi e renderli pubblici divulgandoli con capacità.